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I MAJÌA - FIABE MITI E STORIE DELLA CALABRIA GRECA

I Majìa - I Pentacunti Grecanici, Fiabe dallo Spopolamento è un Progetto di Arte Pubblica che promuove la creazione di uno spazio di ricerca, sperimentazione e produzione di Teatro Multimediale e Arti Visive, per la valorizzazione, con un’estetica contemporanea, del Patrimonio di Fiabe, Miti, Storie e Leggende della Calabria Greca.

I Majìa fonda il proprio modello di azione e produzione artistica sulla interdisciplinarietà e sul coinvolgimento della Comunità. I Majìa prevede la realizzazione di attività di Ricerca, Workshop, Seminari, Residenze d’Artista, Laboratori, Produzioni Artistiche (Mostre Fotografiche, Spettacoli, Performance, etc.) utilizzando e valorizzando gli Spazi Culturali dei Borghi della Calabria Greca.
Il Progetto I Majia è stato ideato e coordinato da Stefania e Paola Gareri.

La prima edizione di I Majìa,  lanciata nel luglio del 2015, ha dedicato alle Fiabe Grecaniche il Teatro e la Staged Photography, vale a dire la trasposizione visiva attraverso la realizzazione di immagini fotografiche, di  Fiabe e Canti della tradizione e contemporanei.

Sono state condotte esplorazioni e ricerche fotografiche e bibliografiche su Beni e Paesaggi dell’Area Grecanica; realizzati workshop teatrali  con gli attori dell’Accademia Teatrale Carmen Flachi di Melito e con i bambini di Bova. Si è iniziato un percorso di ricerca sui simboli e i riti dell’Area insieme a Tito Squillaci, che ha condotto delle masterclass con gli studenti di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, che guidati poi dalla professoressa Antonietta Scordo hanno lavorato intensamente per creare i costumi dei personaggi. I soggetti che interpretano le scene delle fiabe e delle storie sui set fotografici sono i membri delle Comunità di Melito, Pentedattilo, Palizzi, Bova, Bagaladi, Reggio Calabria, in posa in esterno nei paesaggi della Calabria Greca, in costume, con gli abiti confezionati a mano, secondo stili e con colori e tessuti della tradizione grecanica, dai costumisti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e della Sartoria Teatrale “Polvere di Fata” di Melito. Sempre in Accademia, gli studenti di Modellazione 3D, con la guida del professore Saverio Manuardi ed il supporto dell’archeologo Riccardo Consoli, hanno ricostruito il Castello di Pentedattilo in versione tridimensionale.
I luoghi scelti per i set: Pentedattilo, per Setolosa la Biancaneve Grecanica e per la Marchesina Antonietta Alberti; Bova, per il Matrimonio Bizantino; un bergamotteto lungo la Fiumara Amendolèa per il Principe Berchàm; la Fiumara Amendolea, per la Naràda.

Il primo dei Pentacunti Grecanici, “La Danza della Naràda”, pubblicato nell’Aprile 2016 da Rubbettino Editore all’interno della Collana Editoriale del Parco Culturale della Calabria Greca, è un racconto per immagini dedicato ad una figura leggendaria grecanica, la Naràda, il fantasma antropofago metà donna e metà asino.

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